Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
La spiaggia di Cala Grande o di Macarro, dal nome dell’incantevole zona retrostante, sorge a Marina di Maratea in provincia di Potenza e si affaccia sul Mar Tirreno. Questa spiaggia è identificata anche con il nome di Cala di Don Nicola. Le origini di tutti questi nomi sono diverse, Cala Grande è in riferimento alle dimensioni dell’arenile; Cala di Don Nicola, invece, è nato dopo l’acquisto del terreno da parte del sacerdote Nicola Calderano tra ‘800 e ‘900. Il nome Macarro, invece, secondo alcune fonti deriverebbe dal culto di San Macario Eremita, le cui reliquie sono conservate nella basilica di San Biagio insieme a quelle del Santo patrono armeno, entrambe arrivate a Maratea dal mare. È una spiaggia unica grazie all'incontaminata e selvaggia bellezza creata dall'incontro della macchia mediterranea ed il mare. L'arenile è di sabbia scura, di origine vulcanica, mista a ghiaino ed è costituita da un’insenatura tra due pareti di scogli a nord e a sud ed è ha alle spalle di una vasta area verde che termina a strapiombo sulla sabbia. La macchia mediterranea, dalle mille tonalità di verde, è rappresentata essenzialmente da elci, lentischi, olivastri e pini marini. Di fronte a questa spiaggia ci sono l’isola di Santo Janni e la Secca della Jumenta, due tra le zone più̀ amate dai bagnanti in barca di Maratea. Per gli amanti delle immersioni, invece, è possibile visitare grotte, secche, flora e fauna marina e tutte le altre meraviglie che solo facendo snorkeling si possono ammirare, oppure, se non si è amanti delle immersioni, è possibile osservare l’affascinante costa di Maratea attraverso escursioni con le canoe e i pedalò messi a disposizione dagli stabilimenti privati.
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Il "Festival dei Cinque Continenti", una rassegna di spettacoli e di arte ideata dall'associazione culturale "Il Circo dell'Arte" e organizzata in collaborazione con l'Assessorato alla cultura di Venosa, si svolge solitamente in agosto con due spettacoli nel cortile del Castello "Pirro del Balzo". L'edizione 2021 ha visto andare in scena "Eneide" con Giuseppe Ciciriello, Pietro Santoro e Ferdinando Filomeno e il giorno successivo lo spettacolo "Mandolini al cinema. Omaggio a Ennio Morricone" con Hathor Plectrum Quartet. Lo spettacolo "Eneide" di Giuseppe Ciciriello è l'ultimo capitolo della trilogia "Eroe e contemporaneo" sull'epica antica. Si tratta di una rielaborazione del testo del celebre poeta latino Virgilio che trova in Enea l'archetipo di chi è costretto a lasciare la propria terra portando con sé la speranza di un destino migliore. "Mandolini al cinema", invece, è l'omaggio dedicato a Ennio Morricone attraverso l'esecuzione di alcuni dei suoi brani più famosi, adattati per il mandolino. Il quartetto è formato da Antonio Schiavone (mandolino), Roberto Bascià (mandolino), Fulvio S. D’Abramo (mandòla) e Vito Mannarini (chitarra). Il Festival dei Cinque Continenti, nato con l'obiettivo di attirare l'attenzione del grande pubblico verso i luoghi più suggestivi della Basilicata, possiede la caratteristica distintiva di mescolare la storia dei borghi, racchiusa nel suo patrimonio artistico, con le tradizioni dei popoli di tutto il mondo ben rappresentati dagli spettacoli che annualmente vanno in scena ogni anno.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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Arroccata su un colle definito il Balcone delle Puglie da dove è possibile osservare il panorama cha va dal Tavoliere pugliese fino al Gargano nella Valle del Bradano sorge Forenza un piccolo borgo in provincia di Potenza. Secondo la storiografia Forenza è un antico sito di origine sannita ed è citato da alcuni scrittori latini tra cui Orazio anche se l’attuale borgo non è quello di cui parlano gli antichi poich il paese che oggi conosciamo è sorto lontano dall’antica Forentum. Il nuovo sito risale al IX sec. ai tempi del Principato Longobardo di Salerno che includeva quasi tutta l’antica Lucania e Forenza apparteneva alla Puglia. Sul suo territorio si sono succedute diverse dominazioni e a testimonianza del periodo angioino sopravvivono i resti di quelle che una volta erano le mura risalenti al XIII sec. Nel centro del paese merita una visita la Chiesa del Crocifisso risalente al 1680 e che fa parte del Convento dei Frati Cappuccini. Il Santuario del SS. Crocifisso è meta di numerosi pellegrini devoti del Cristo in Croce provenienti da ogni dove non solo dai paesi vicini. La festività religiosa e civile del SS. Crocifisso ricorre il 3 Maggio e si rinnova solo per il culto il 14 Settembre. Molto suggestiva è la chiesa basiliana di San Biagio scavata in una grotta da un seguace di San Vitale. Si accede percorrendo una via mulattiera e nel suo interno si possono ammirare bellissimi affreschi bizantini. Forenza è rinomata per la produzione dell’Aglianico del Vulture e per l’olio extravergine d’oliva infatti rientra nel circuito dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. Forenza negli ultimi anni è stata al centro dell’attenzione dopo che lo scrittore Mario Moiraghi in un suo scritto sui templari ha collocato la nascita di Ugo De Pagani 1118 fondatore dell’Ordine dei Templari di cui fu il primo Gran Maestro proprio nel comune del Vulture. Secondo questa tesi dunque la nascita dell’Ordine cavalleresco sarebbe da collocare in Italia e non in Francia. Intorno a tutto questo aleggia il mistero ma il comune ha saputo sfruttare questa risorsa infatti ogni anno ad agosto Forenza fa un salto nel passato il centro abitato ritorna agli anni di Ugo Pagani attraverso una manifestazione che è una rievocazione storica La Leggenda dei Templari Ugo dei Pagani e la sfida del mito A.D. 1118 . Un evento che richiama numerosi visitatori per conoscere la storia di Forenza e dei Templari ma anche un’occasione per degustare le specialità enogastronomiche del paese. Tra le prelibatezze del posto è da annoverare anche il formaggio pecorino ottenuto esclusivamente con latte intero di pecora raccolto da allevamenti la cui alimentazione è costituita principalmente da pascolo nell area interna delle colline lucane. Il 4 Novembre ricorre la festività di S. Carlo Borromeo Santo Patrono di Forenza.
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