Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
Rino Botte e Gerardo Giuratrabocchetti, due amici, ma anche due soci che hanno dato vita ad un’azienda che vede la coltivazione delle viti, rigorosamente Aglianico del Vulture, e la vinificazione. Le escursioni termiche molto elevate, con estati calde e secche e poco piovose, insieme al terreno tufaceo (ma di tufo sono anche le cantine dove i vini riposano) sono le condizioni pedoclimatiche essenziali per arrivare a questi vini strutturati, con una particolare concentrazione di profumi e decisamente tannici. Tutte le lavorazioni sono fatte nel pieno rispetto dell’ambiente. Pur utilizzando attrezzature di alta tecnologia e controllo della temperatura, la trasformazione avviene nel pieno rispetto del frutto. L’azienda non utilizza lieviti selezionati o altro, la fermentazione parte in maniera spontanea e i prodotti non subiscono filtrazioni. Nascono così i vini di Macarico con l’ambizioso obiettivo di essere degni ambasciatori della Basilicata e dell’Aglianico del Vulture.
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Varola, manifestazione dedicata al marroncino del Vulture. È una castagna tipica del territorio e una leggenda vuole che sia stata importata dall'Imperatore Federico II dalla Turchia. Per due giorni, le strade del centro storico di Melfi si trasformano in un grande bosco, gli stand hanno la forma dei tipici rifugi montani e ospitano tantissimi prodotti a base di castagne, come il castagnaccio, dolci, gelato di marroni, la birra di castagne e tante altre specialità. C'è anche la pizza al marroncino, la carne condita con crema di marrone e ovviamente dell'ottimo vino Aglianico del Vulture.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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