Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
Come la maggior parte dei monasteri, anche questo è stato edificato in una posizione isolata alle pendici di un monte. L'insediamento religioso pare risalire al XII secolo, in epoca normanna, ma non è esclusa una sua precedente frequentazione da parte di monaci greci provenienti da sud, cacciati dai saraceni. Secondo la leggenda, la chiesa del complesso religioso sarebbe sorta nel 1139 per iniziativa di san Guglielmo da Vercelli illuminato dal ritrovamento di una statua lignea della Madonna proprio sul monte Pierno. I documenti provano che la chiesa fu data in concessione, a partire dal 1141, dal vescovo Ruggiero I, all'abbazia del Goleto, importante monastero femminile di Sant'Angelo dei Lombardi. Il monastero di Pierno fu la casa di monache benedettine e di monaci oblati. Nel 1514 il santuario fu elevato alla dignità di badia da papa Leone X e conferito in patronato alla famiglia Caracciolo, feudatari del Vulture Melfese, per passare nel 1531 tra i possedimenti dei principi Doria, feudatari che successero ai Caracciolo. All'inizio del XVII secolo, mentre le diocesi di Melfi e Muro Lucano si contendevano la giurisdizione, il santuario si ritrovava quasi dismesso d in stato di degrado, a causa della perdita delle rendite badiali: vi soggiornavano solo un frate quale custode, un diacono quale serviente e un sacerdote quale abate.
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La sagra è dedicata al formaggio, che nel 2010 ha avuto il riconoscimento IGP. Il “Canestrato di Moliterno” è un formaggio ovicaprino a pasta dura prodotto per il 70-90% con latte intero di pecora e di capra proveniente da greggi allevate nei pascoli di sessanta comuni della Basilicata, per poi essere stagionato solo nei peculiari “fondaci” di Moliterno. Il "Fondaco" è un magazzino a pianterreno, diviso in uno o più locali dai grandi archi e con il pavimento pendente per lo scolo della salamoia. Il nome deriva dal fatto che la cagliata viene pressata a mano all'interno delle fuscelle, dei canestri di giunco.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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