Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
Dal passo della Sellata si può ammirare la cresta del Monte Pierfaone (1.740 m). Nella vallata sottostante si intravede la frazione di Arioso e il colle dove sorgeva il casale medioevale di Castel Glorioso. La parte bassa della vallata è attraversata dal tratto iniziale del fiume Basento. Vi è la presenza di un fitto bosco di faggio con esemplari altissimi che formano una galleria di verde, oltre il quale si arriva al passo della Sellata (1255m). Questo si divide in quattro strade, tutte belle da percorrere, che raggiungono Pignola, Abriola, la frazione di Arioso ed i campi da sci di Pierfaone. È possibile anche effettuare escursioni nel bosco di Rifreddo e al Santuario di Monteforte. Buona parte del territorio è ricoperta da foreste, che sul lato nord si affacciano sul Pantano di Pignola, ove si trova l'omonimo lago, oggi oasi del WWF. I boschi sono costituiti prevalentemente da varie specie di cerro, farnetto e, nei luoghi più umidi, pioppo, salice ed acero. Al di sopra dei 1.000/1.200 m domina il faggio, a cui si associa, nelle località più umide e fredde, il nordico abete bianco. La Sellata è caratterizzata dalla presenza di querce e faggi, con un sottobosco ricco di agrifoglio. Si possono trovare anche ginestre, biancospino e pruno selvatico. Queste montagne offrono un sicuro riparo ad una ricca fauna: il lupo appenninico, la volpe, il riccio, lo scoiattolo, il daino e il cinghiale oltre che numerosi rapaci come il nibbio (bruno e reale), la poiana, il gheppio. Le nevicate abbondanti, la posizione panoramica e le strutture di cui è dotata ne fanno una delle più interessanti stazioni sciistiche dell'Appennino meridionale: circa otto km di piste servite da cinque impianti di risalita (tappeti, sciovie ed una seggiovia). Il versante sud (skiarea Sellata, 1.450 m - 1.731 m) usufruisce di una sciovia e di una seggiovia serventi quattro piste, mentre quello rivolto a nord (skiarea Arioso, 1.600 m - 1.713 m) è dotato di tre impianti di risalita al servizio di cinque piste.
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Varola, manifestazione dedicata al marroncino del Vulture. È una castagna tipica del territorio e una leggenda vuole che sia stata importata dall'Imperatore Federico II dalla Turchia. Per due giorni, le strade del centro storico di Melfi si trasformano in un grande bosco, gli stand hanno la forma dei tipici rifugi montani e ospitano tantissimi prodotti a base di castagne, come il castagnaccio, dolci, gelato di marroni, la birra di castagne e tante altre specialità. C'è anche la pizza al marroncino, la carne condita con crema di marrone e ovviamente dell'ottimo vino Aglianico del Vulture.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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Irsina posta sul confine tra Puglia e Basilicata domina la Valle del Bradano. Al suo territorio appartiene il Bosco di Verrutoli un’area boschiva sede di una riserva naturale di un gruppo di daini che vivono liberamente nel bosco. Fino al 1895 il paese era chiamato Montepeloso dal greco plusos terra ricca e fertile mentre il nome attuale deriva da una delibera consiliare del 6 febbraio 1895 e deriva da irtium cioè irto ripido scosceso. Numerosi reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano testimoniano che Irsina è uno dei paesi più antichi della Basilicata. Nel corso dei secoli ha subito diverse dominazioni. Nel 988 Irsina subisce l’invasione e la distruzione da parte dei Saraceni la città viene ricostruita dal Principe Giovanni II di Salerno che dota il borgo di mura e torri difensive cosa che non impedisce alla città di subire il dominio dei greci bizantini. Nel 1041 Irsina è teatro della Battaglia di Montepeloso tra Bizantini e Normanni per il controllo del territorio e si conclude con la disfatta del popolo greco. Da questo momento il paese passa nelle mani di vari signori divenendo prima una delle dodici baronie normanne della contea poi ducato di Puglia e dal 1123 sede vescovile. Gli Svevi controllano Montepeloso fino alla battaglia di Benevento del 1266 che porta all’ascesa degli Angioini in tutta l’Italia meridionale. Una delle caratteristiche del centro storico sono le case grotte che richiamano i Sassi di Matera. La più famosa tra queste grotte anche visitabile è la casa grotta Barbaro scavata direttamente dentro due spelonche rocciose che si sviluppa addirittura su due livelli. Alcune di queste case grotte formano dei veri e propri cubicoli sotterranei che a volte prendono la forma di vere e proprie gallerie. Ma nel centro storico di Irsina si ergono pure i palazzi nobiliari risalenti al 500 e al 700 caratterizzati da bugne stemmi ed epigrafi. Grande importanza hanno anche le chiese prime fra tutte la Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta risalente al XIII secolo che conserva al suo interno la statua del 500 di Sant’Eufemia attribuita ad Andrea Mantegna. Sant’Eufemia è la patrona della città festeggiata dal 14 al 17 settembre.
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