Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
La Chiesa Matrice di San Giovanni Battista risale al XVI sec. Non abbiamo notizie certe sulle origini della sua costruzione, ma si presume che sia stata costruita sull'antica chiesa in onore di Maria SS. della Serra. In essa sono custoditi gli affreschi provenienti dalla Chiesa della Rocca, questa chiesa di origine Normanna e con struttura abbaziale, raffiguranti la Vergine, una Madonna col Bambino, alcuni Santi e l'Eterno Padre. Vi si trovano anche un crocifisso in rame di stile bizantino del '300 e una Sedia Presidenziale risalente al '700. Custodita in una grande teca l'Annunziata del 1300 dello scultore Nicola Pisano. Nell'abside è situato il prezioso Trittico olio su tavola del 1503 di Bartolomeo da Pistoia raffigurante la Madonna con il Bambino, San Nicola di Bari e San Giovanni Battista. Gelosamente custodito nella sacrestia un crocifisso di legno Policromo, opera scultorea dei Francescani meridionali tra il '500 ed il '600.
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La Via Crucis più antica è a Barile e affonda le sue origini nel lontano 1600. Ciò che la rende peculiare è la commistione tra il tema della Resurrezione nella religione cattolica e la cultura albanese di cui è intrisa l’intera comunità. È una rappresentazione di figure singolari e alcune di esse sono coperte o incappucciate. Personaggio caratteristico è la zingara, che sfila ricoperta di oro, tutti gioielli offerti dalla comunità. L’oro è un elemento ricorrente della Via Crucis, esso copre le croci ed anche gli abiti bianchi delle “tre Marie”. Le Tre Marie sono tre bambine vestite di bianco che aprono la rappresentazione sacra e che rappresentano la purezza e l’innocenza. Un altro personaggio particolare e che appartiene al mondo pagano è il Moro. La figura di Cristo è rappresentata nel corteo in tre modi: con la croce, con la canna e con la colonna. Queste ultime due ricordano i momenti in cui a Gesù fu data una canna come scettro («Ecce homo») e quando fu legato ad una colonna per essere fustigato prima della crocifissione. Tutto contribuisce a far sì che, per questa occasione, il piccolo borgo lucano si trasformi in un angolo della Terra Santa.
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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