Templari

I Templari ad Acerenza

I Templari ad Acerenza
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I Templari ad Acerenza

Acerenza

Tappa importante per gli appassionati delle leggende legate ai Templari è Acerenza.
La Basilicata è stata sede strategica e luogo di ristoro per le truppe partecipanti alle Crociate. Precisamente, alla Prima Crociata nel 1095, promossa Papa Urbano II che per sei anni soggiornò nella cittadina lucana Banzi e alla Sesta Crociata nel 1227, quando l'Arcivescovo di Acerenza, Padre Andrea, collaborò con Federico II per l'organizzazione della spedizione.
La Cattedrale di Acerenza, la chiesa più grande del territorio capace di ospitare 1200 fedeli per le funzioni, è diventata meta irrinunciabile per gli appassionati dell’argomento perché sembra nascondere un segreto nella sua cripta restaurata nel 1524 dal Conte Ferrillo Balsa, membro dell'Ordine.
Gli elementi di interesse di questa maestosa chiesa che fu sede arcivescovile dal 1059, anno in cui il Concilio di Melfi sancì l'alleanza tra Vaticano e Normanni del Meridione, sono tanti. I turisti sono attratti da una finestrella barricata nella cripta da circa 500 anni, alla quale si aggiunge l'assenza di croce e la presenza, al suo posto, del busto di Giuliano l'Apostata, persecutore dei cristiani (attualmente custodito nella Cattedrale). Sulla facciata ci sono le sculture di due scimmie in fase di accoppiamento con due donne, simbolo del peccato lasciato fuori dalla chiesa. Sono presenti croci templari sulla facciata. All'interno, è possibile notare un sarcofago nella cripta, un quadro del '500 di Antonio Stabile e vari simboli pagani intorno alla misteriosa finestrella, dall'immagine della dea Mefitis a un Gesù in posizione di morte che viene fuori da un calice, al teschio diventato poi simbolo dei pirati, all'agnus dei.
La Cattedrale, dedicata al Santo Martire Canio o Canione, nome gaelico che significa "Magnifico Sorvegliante", è stata costruita nel 1080 da Arnaldo, abate di Cluny che era arrivato in Basilicata con i Normanni assieme a Berengario, altro monaco di Cluny, diventato poi Priore della Abbazia di Venosa, detta l'Incompiuta, altra località di interesse per chi è sulle tracce del Graal.
La domanda che molti si pongono è: "Cosa doveva sorvegliare San Canio?".

Comments :
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    Lorenzo Peterson
    15th August, 2019 at 01:25 pm
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    Tammy Camacho
    15th August, 2019 at 05:44 pm
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    Tammy Camacho
    16th August, 2019 at 03:44 pm
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      Lorenzo Peterson
      17th August, 2019 at 01:25 pm
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